La storia

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Enea Mantellassi

Lido Mantellassi

Marco Mantellassi

Matteo e Duccio Mantellassi

Se la tradizione e la lunga esperienza nel commercio contano qualcosa, i Mantellassi hanno tutte le carte in regola.

Nel ramo delle calzature vantano una specializzazione che si perde, è proprio il caso di dirlo, nei secoli, in tempi dove la storia affidata ai soli ricordi non arriva.

Pare infatti che giànel settecento gli antenati dei Mantellassi fossero calzolai e da quell’epoca fino ad arrivare ai giorni nostri, gli attuali cinque punti vendita dislocati tra Prato e Bologna, molta acqua è passata sotto i ponti, ma soprattutto molte generazioni hanno calcato questa nostra terra con scarpe fabbricate o vendute da qualcuno della famiglia Mantellassi.

Le vicende più certe di questa secolare tradizione prendono il via nella nostra città, nell’anno 1925, quando Enea Mantellassi, padre dell’attuale proprietario della ditta, Lido Mantellassi, arriva a Prato (allora anche dieci chilometri erano considerati un viaggio) e apre il primo negozio in via della Sirena, angolo via Guizzelmi.

E’ la tipica bottega da artigiano dove il prodotto, in questo caso, per chi non lo avesse capito le scarpe, viene fatto e poi venduto direttamente al cliente.

E’ il tempo in cui comprarsi un paio di scape poteva anche costituire un avvenimento, e si pretendeva quindi di non restarne delusi. Ma nel negozio del Mantellassi, dove già da dodicenni il figlio Lido dava una mano, la qualità era un punto preciso di impegno.

E’ così che l’azienda cresce, anche se con il passare degli anni la fabbricazione di scarpe per conto proprio cessa del tutto, e l’attenzione viene dedicata al solo commercio, affidandosi alle migliori marche sul mercato.

A frenare lo sviluppo arriva la guerra; sono momenti difficili. Padre e figlio a turno, un giorno per uno, scendono comunque in città ad aprire il negozio finchè cpn l’arrivo dei tedeschi, dopo ilSettembre del ’43, il pericolo aumenta, tanto che Lido Mantellassi sfugge miracolosamente ad uno dei tanti rastrellamenti.

Il negozio rimane allora chiuso e praticamente abbandonato a sé stesso per circa un anno, in una città quasi deserta.

Inevitabili, visti i momenti, le conseguenze. Forzate le porte, viene completamente vuotato, non solo delle scarpe che conteneva, ma anche da tutto il resto. Poteva essere la fine, ma la vendita di un’automobile, nascosta con previdenza in mezzo ad un pagliaio, fornisce il capitale per ricominciare tutto daccapo, senza mai perdersi d’animo.

Nel 1952 così al negozio di via Guizzelmi, se ne aggiunge un altro in via Garibaldi e questo diverrà la sede principale.

L’inaugurazione è un avvenimento per la città e le foto conservate nell’album di famiglia lo confermano; si tratta di locali arredati con un’eleganza insolita per quei tempi e le luminose vetrine attraggono subito l’attenzione della migliore clientela.

attestatoPassano sette anni ed il nome dei Mantellassi diventa noto nel ramo delle calzature anche a Bologna dove essi aprono un negozio in via Indipendenza. La scelta della città emiliana non è certo casuale viste le tradizioni che essa vanta nella produzione delle scarpe; c’è inoltre anche un legame affettivo. E’ là infatti che nel corso della prima guerra mondiale Enea Mantellassi aveva fatto ulteriore esperienza e nuove conoscenze lavorando presso alcuni dei migliori artigiani del settore, nelle ore lasciategli libere dal servizio militare.

Sempre a Bologna, nel 1967, viene aperto un altro punto vendita specializzato in calzature per ragazzi. Un’esperienza nuova che dà, però, i suoi frutti.

Nel ’72 la gamma è completa con l’inaugurazione, sempre nel capoluogo emiliano, di un terzo negozio denominato “La Bottega”. E’ l’unico che non abbia l’insegna “Mantellassi” sulla porta, perché tratta calzature di livello commerciale medio, al contrario di tutti gli altri negozi orientati verso prodotti di qualità più elevata e di maggior pregio.

Infine nel ’77, ceduto il negozio di via Sirena, capostipite di tutti gli altri, anche a Prato ne viene aperto uno, specializzato in calzature per ragazzi: sull’esempio di Bologna, è il Baby Junior, situato lungo la stessa via Garibaldi.

Tra il quindici Luglio e il quindici Settembre dello stesso anno, approfittando della pausa estiva, la sede principale viene completamente rinnovata ed assume l’aspetto che ha attualmente. Un ambiente elegante, in cui si armonizzano perfettamente il colore del noce che riveste le pareti ed il verde smeraldo della moquette ed il cuoio chiaro dei divani. Uno stile sobrio e ricercato al tempo stesso, secondo i canoni dell’eleganza più classica e destinato a non passare di moda negli anni. Lo stesso stile del resto che si ritrova nelle calzature esposte in vetrina.

Tutti i nomi più noti italiani ed esteri nel campo della produzione di scarpe di qualità superiore vi sono rappresentati: dai Verbano, agli Alexander, ai Taverna, ai Pollini, agli artigiani più puri come Minozzi e tanti altri ancora. Alle scarpe inoltre si sono aggiunti i capi di abbigliamento in pelle.

Lido Mantellassi, che ci ha raccontato la storia dell’azienda, è già nonno; il figlio Marco (che dal ’70 lo affianca a tempo pieno nella conduzione dei negozi) e la nuora gli anno dato da pochi mesi al gioia di un nipotino che pur non sapendo ancora cosa voglia dire camminare sembra dedicare, alle scarpe e non crediamo di sbagliarci, un’attenzione tutta professionale. Nell’aprile dell’80 Lido mantellassi muore. Segue comunque un periodo d’oro per il negozio, che è tra i primi in Italia ha presentare la ditta Timberland aprendo poco a poco ad uno stile più casual. Nasce Matteo, il secondo genito di Marco che fin dall’adolescenza si interesserà al ciclo produttivo della calzatura sviluppando una vera e propria passione. Per approfondire le sue conoscenze lavora a fianco di rappresentanti e poi direttamente nella fabbrica che fin dai tempi del nonno produce per l’azienda. Al termine di questo percorso raggiunge il padre al timone della società.

Nel 2007 arrivano anche i primi modelli studiati dal giovane Matteo, la Chaplin e la Clochard, con il loro gusto retrò che conquistano da subito i clienti più attenti ed esigenti. Si decide di registrare un marchio per la produzione di una linea propria di Mantellassi, nasce così la M.I.T. che sta per made in Tuscany, a sottolineare la provenienza totalmente Toscana, dall’idea ai materiali. La M.I.T. riscuote un buon successo fin dalle prime battute e Matteo comincia così a disegnare nuovi modelli ogni stagione arrivando così ad avere un campionario che conta adesso più trenta articoli diversi. Dal 2010 il fratello Duccio lo affianca nella direzione dei negozi, Marco poco a poco si defila pur continuando a seguire, da dietro le quinte, le sue passioni, i figli e l’azienda.

La tradizione dei Mantellassi sembra destinata a durare ancora a lungo.